Adagiato regalmente sul colle come la corona sulla testa di un re, Castel del Monte troneggia sulla valle sottostante ancora oggi, a molti secoli della sua costruzione.

Intorno alla sua realizzazione e all’uso fatto dall’imperatore Federico II di questo castello, girano diverse tesi, storie e leggende. Purtroppo a causa della scarsa documentazione a riguardo, è difficile stabilire con certezza quale sia stata la sua reale funzione e forse è meglio così.

I misteri che lo avvolgono insieme alla sua particolare forma, lo rendono un castello unico nel suo genere. Una testimonianza storica e luogo turistico di prim’ordine.

La costruzione di Castel del Monte risale al 1240 e presenta una base ottagonale e ad ogni lato della pianta principale sorgono otto torri a loro volta con pianta ottagonale, che ricorda la forma di corona medievale.

Percorrendo la strada che da Andria conduce a Castel del Monte, già dal fondo valle si nota non solo l’imponenza della costruzione, ma si avvertono strane sensazioni, immaginando come vere,  anche solo la metà delle leggende che circolano riguardo la sua storia:

  • Castel del Monte utilizzato come tempio del sapere dall’imperatore e dai suoi maestri
  • Castel del Monte residenza di caccia
  • Castel del Monte dimora del sacro Graal. Infatti a quel tempo la Puglia era meta di molti pellegrini europei in viaggio verso la città santa di Gerusalemme.
  • Castel del Monte centro benessere su modello dell’Hammam arabo. Tale ipotesi accreditata da recenti studi sulla presenza di numerosi canali di raccolta acqua sulle mura del castello, sui pavimenti e sulla presenza degli innumerevoli camini.

E chissà quante altre ipotesi di cui non sono a conoscenza.

La realtà lascia spazio all’immaginazione: immagino la strada che sto percorrendo verso il castello all’epoca del suo splendore. Un via vai continuo di gente: cuochi, camerieri, semplici curiosi, maestri, templari, pellegrini. Tutti affascinati da questo castello dall’inusuale forma e dall’inusuale utilizzo.

Dopo aver parcheggiato la macchina, percorrendo l’ultimo tratto di strada a piedi fino al castello, le sensazioni provate si moltiplicano di intensità. Chissà mi chiedo, chissà quali segreti cela ancora oggi, chissà se potesse parlare cosa racconterebbe.

Davanti l’ingresso principale la maestosità del castello lascia senza parole. Niente è lasciato al caso: l’utilizzo di pietra calcarea locale, bianca e rosata, il marmo bianco e la breccia corallina usata per la rifinitura di porte e finestre donano una sfumatura cromatica che trasuda eleganza.

Castel del Monte

L’imponenza del castello è mitigata solo dalla presenza delle finestre esterne al primo piano.

Entrando scopro subito che non esistono corridoi: le 8 stanze del primo piano (e del secondo) devono essere percorse per forza in un senso e purtroppo, dell’arredo originario non è rimasto niente, a causa dell’abbandono, degli scippi, del suo temporaneo uso come prigione e del degrado a cui è stato soggetto il castello fino a che, nel 1876, non venne acquistato dallo stato italiano che a più riprese lo restaurò.

Eppure, vagando nel cortile interno e nelle diverse stanze del castello senza  dover sforzare troppo l’immaginazione riesco a vedere ancora oggi la vita nel castello: riesco ad immaginare un pellegrino dopo un lungo viaggio che si riscalda vicino ad uno dei grandi camini (qualcuno è ancora ben conservato), l’ordine dei templari riunito in una delle 16 sale, l’imperatore che si ristora dopo un’estenuante battuta di caccia. Dotti e sapienti che si interrogano e discutono sui quesiti posti dall’imperatore a Fibonacci, e sulle risposte che egli ha formulato per lui.

Ciò che mi ha colpito di più dell’interno di Castel del Monte:

  • L’incessante ricorrenza della forma dell’ottagono: nella materia religiosa dell’epoca il cerchio essendo una forma perfetta, simboleggiava il cielo mentre il quadrato rappresentava la terra. Federico II, idolatrando se stesso, credeva di essere l’anello di congiunzione tra il cielo e la terra, così come l’ottagono rappresenta la fusione del cerchio e del quadrato.
  • Le proporzioni del castello che richiamano la serie numerica di Fibonacci.
  • L’utilizzo di un’unica finestra trifora (a dispetto delle altre sette finestre bifore) rivolta verso nord, verso la città di Andria, particolarmente amata dall’imperatore, a cui aveva dato il nome di Fidelis.

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Purtroppo durante la visita, ci sono stati un paio di “elementi di disturbo”, ovvero la presenza all’interno del castello di stands che vendevano prodotti pugliesi e l’impossibilità di accedere alle torri laterali del castello.

Dopo la visita a Castel del Monte, dopo essermi fatta trasportare dalle storie e leggende ho trovato la mia personalissima verità sulla funzione del castello: vedo li seduti, avvolti solo da una piccola asciugamano l’imperatore Stupor Mundi e il sultano arabo che deliziano corpo e spirito ridendo del papa Innocenzo.

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E voi, avete in programma una visita in Puglia? Che idea vi siete fatti del castello?

 


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