Calabria: tra orgoglio e pregiudizio nostrano

In questi ultimi giorni, vedo online diversi post su un articolo pubblicato dal New York Times: “52 places to go in 2017” in cui, tra mete di rilevanza internazionale come il Canada o le Lofoten Islands spicca il nome di un’unica italiana: la Calabria.

Le ragioni che adducono la Calabria tra i luoghi da visitare sono le seguenti:

Alcuni dei migliori piatti italiani non li troverete a Roma o in Toscana, ma nella regione Calabria, nel sud dell’Italia.  La punta dello stivale italiano si sta facendo un buon nome grazie al cibo e al buon vino che troverete in molti posti come Ristorante Dattilo, Ristorante Ruris di Isola Capo Rizzuto and Antonio Abbruzzino di Catanzaro.

Conosciuta per i piatti piccanti e per essere la prima produttrice di bergamotto nel mondo, la Calabria si sta orientando verso piatti leggeri, agricoltura biologica e vino fatto con uva locale.

Beh lasciatemi dire che, per quanto possa rendere orgogliosi veder citata la propria regione come “must” da visitare nel 2017, resta comunque l’amaro in bocca per le ragioni che spingono il giornalista a citare la Calabria: sembra mera pubblicità ad un paio di ristoranti del luogo.

Volete la verità?

La Calabria è una regione per certi versi inospitale: in molti posti non troverete le strutture adeguate, nei mesi di alta stagione il mare è spesso sporco per carenza di depuratori e strutture  atte allo smaltimento dei rifiuti e delle acque nere. Cinque volte su dieci i ristoratori vi venderanno un vino schifoso o piatti di scarsa qualità facendoli passare per le migliori prelibatezze che voi abbiate mai assaggiato.

Molto spesso troverete gente cafona sulla spiaggia: gente che urla, gente che ascolta la radio a tutto volume, ragazzini maleducati che giocano a pallone incuranti del vicinato.

Eppure..

Eppure la Calabria è uno di quei posti che fa pensare che ‘bellezza’ e ‘perfezione’ siano due parole risiedenti in due vocabolari distinti.

La Calabria è bella, bella da impazzire. Ma non di quella bellezza che sbiadisce dopo qualche occhiata: e una di quelle bellezze che si, colpisce al primo sguardo ma che sbalordisce ad ogni passo, ad ogni respiro e ad ogni battito di ciglia.

Da ovunque voi la guardiate, la Calabria offre bellezze inestimabili: dagli scorci tra mare e montagna dell’alto Tirreno, dalle spiagge chiare del Vibonese, la costa viola di Scilla, le albe sul mar Iono.

calabria

calabria arco magno

Per non parlare dei borghi: bellezze autentiche, sopravvissute a secoli, a volte a millenni di storia. Castelli, torri di guardia, chiese, i racconti si intrecciano tra storia e leggenda, e la suggestione la fa da padrona.

calabria - scilla

Le città calabresi sono piccole, a volte un po’ anonime al primo sguardo. In breve rispecchiano la prima impressione che può lasciare l’intera regione ma pongono su di voi lo stesso monito: non giudicate al primo guardo ma fatevi sorprendere dai loro centri storici, dalla gente che le abita, dal folklore che pervade l’aria.

E poi il cibo e il vino, non lasciatevi abbindolare dal primo ristoratore lungo la strada: cercate bene, in profondità. Tornerete nelle vostre terre con qualche chilogrammo in più .

La tradizione culinaria calabrese, come in generale per tutte le cucine regionali italiane, è molto ricca (e a volte leggermente pesante) e varia: dalla patate ‘mpacchiuse del cosentino, alla nduja vibonese al salame catanzarese non resterete mai insoddisfatti.

calabria - peperpncino

Il valore in più della cucina calabrese – rispetto alla concorrenza – è che troverete SEMPRE dei prodotti biologici da mangiare, e dei vini di produzione locale e soprattutto la Calabria  non si sta orientando verso l’agricoltura biologica (come scrive l’articolo del New York Times), la Calabria non ha mai abbandonato l’agricoltura biologica.

Il consiglio che posso darvi se decidete di visitare la Calabria, e di farlo in compagnia di un calabrese (non ci credo che ognuno di voi non conosce ALMENO un calabrese). Perché un calabrese sarà sempre disposto a mostrarvi le bellezze della sua terra per riscattare la cattiva opinione che si ha in generale di questa terra e, sopratutto, ogni calabrese ha una nonna/mamma che sarà felicissima di cucinare per voi e per tutto il vostro seguito.

 

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *