Capelli ricci, occhi svegli che studiano l’ambiente circostante, capacità di mettere in discussione qualsiasi cosa. Propensione al bere birra, a ridicolizzare chi si prende troppo sul serio, alla risata facile.

Occhi grandi e sorriso dolce, malgrado un aspetto che può sembrare piuttosto freddo. Intelligenza e sensibilità fuori dal comune, attitudine al pessimismo e al sovraffollamento dei pensieri, leggermente insicura.

Secchiona, studiosa, intransigente, polemica: altamente creativa, professionale, organizzata e accanita sostenitrice del pensiero laterale. Occhi chiari, sorriso smagliante e lingua lunga.

Un connubio di ossimori: pratica e fantasiosa, determinata e a tratti incerta. Volubile, implacabile lettrice, amante di storie e viaggi. Curiosa, testarda e ostinata. Coraggiosa ma esitante. Ha gli occhi color Nutella, e forse per questo ama in modo particolare il cibo. E’ impertinente e sagace, possiede una discreta empatia verso il prossimo.

Vi chiederete, cos’hanno in comune queste persone? Sono piene di qualità, potrebbero realizzare qualsiasi sogno e/o progetto passi loro per la testa eppure, credono di non essere abbastanza e, troppo spesso, si identificano con il lavoro che fanno.

Ho vissuto queste persone da vicino: le loro ansie, i loro pensieri e i loro problemi. Spesso anche io mi sono ritrovata a vivere le loro stesse emozioni, dettate da un lavoro poco soddisfacente, da una routine a tratti degradante, dalla mediocrità degli ambienti aziendali che troppo spesso risucchiano tutte le nostre energie e la nostra pazienza.

il lavoro nobilita l'uomo

Eppure non è tutto così disperato come sembra, ho iniziato a capirlo da un po’ di tempo e adesso comincio a sostenerlo con forza: noi non siamo il lavoro che facciamo.

Ci sono così tanti aspetti che compongono il nostro essere e la nostra personalità che sovrapporre se stessi con il proprio lavoro lo trovo non solo riduttivo, ma alquanto ridicolo. Quando alla domanda “che lavoro fai” sento rispondere “Sono un ingegnere”, “Sono un medico”, “Sono un architetto” ecc. resto del tutto interdetta. Come posso essere SOLO un ingegnere? Al massimo FACCIO l’ingegnere, non SONO un ingegnere.

Beh direte, è solo questione di verbo. Ma a volte, una parola può cambiare drasticamente il senso del concetto espresso. E alla domanda che segue questo flusso di pensieri cioè, ‘il lavoro nobilita l’uomo?’ , rispondo ‘dipende’.

Dipende da quanto amiamo quello che facciamo, dall’ambiente lavorativo, dalle nostre aspirazioni, dal tempo che vi dedichiamo.

E poi la questione successiva che si è aperta nella mia mente al pensare ‘il lavoro nobilita l’uomo’, mi sono chiesta ‘ma in realtà cose’è che veramente rende un uomo nobile?’ Beh le risposte che ho tirato fuori:

  • I libri che legge. Leggere è una ricchezza, è ogni volta fare un viaggio diverso all’esterno e all’interno di se stessi. La lettura resterà sempre uno dei parametri fondamentali nel giudicare chi ho di fronte.

Il lavoro nobilita l'uomo: libri

  • I viaggi. di solito chi viaggia è una persona migliore della media. I viaggiatori sono persone interessanti, con cui i discorsi non sono mai banali.

Il lavoro nobilita l'uomo: viaggio

  • L’entusiasmo e la sensibilità. Perché se conta molto quello che si fa, conta di più l’entusiasmo e la sensibilità nel mondo che ci circonda. Chi sorride e si emoziona per le piccole cose di ogni giorno, conquisterà il mondo.

Il lavoro nobilita l'uomo: fiori

  • La passione. Che sia il ballo, il cucito o il lanciarsi costantemente da un paracadute. Chi ha forti passioni verso qualcosa è in generale qualcuno dedito, passionale e positivo, con una marcia in più nell’affrontare la vita.

Il lavoro nobilita l'uomo: ballo

Per cui, quando avete una giornata storta al lavoro, arrabbiatevi e biasimatevi pure. Ma nel momento in cui chiudete la porta dell’ufficio lasciate la dentro tutti questi sentimenti negativi.

Nella strada che percorrete verso casa fate caso alle piccole cose: il tramonto, un fiore che sboccia, ridete della gente che litiga nel traffico o su un autobus.

Tornate a casa aprite un libro, leggete. Prenotate il biglietto di un aereo o di un treno e vi sentirete meglio.

Alzate il volume dello stereo, ballate, cantate, cucinate per qualcuno a cui volete bene.

Uscite, bevete una birra con i vostri più cari amici.

Il lavoro nobilita l'uomo: birra

Vi sentirete subito meglio, e sarete voi stessi.


Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *