Molto probabilmente se facessimo un sondaggio dal titolo “potendo scegliere, dove ti piacerebbe vivere?” vincerebbe la soluzione “un posto tranquillo, dove si mangia bene, non troppo distante dal mare, e dove il clima sia prevalentemente caldo e soleggiato”.


Ecco la Calabria, così come in generale tutto il Sud Italia è potenzialmente uno di quei posti. E allora perchè stanno andando tutti via? Perché, a parte qualche raro caso, i paesi e le città si stanno svuotando?

Se partite per scappare da voi stessi

Dopo aver studiato, quasi automaticamente ho deciso di andare via, era per me quasi scontato fare le valige e lasciare la mia terra natia.

Ho celebrato qui l’amore per la mia terra, eppure oggi ripercorrendo le strade della città dove ho studiato, contemplando il cielo blu, il mare color zaffiro e il tramonto che mi hanno accolto al mio arrivo non ho potuto che chiedermi “come ho potuto decidere di andare via?”

Mi  tornato in mente, il film che ho visto qualche anno fa, “Radiofreccia” ed in particolare la frase “credo che la voglia di scappare da un paese con 20000 abitanti , vuol dire che hai voglia di scappare da te stesso, e credo che da te stesso non scappi nemmeno se sei Eddy Mercks”. Ho riascoltato questo monologo che mi ha condotto a riflessioni più o meno profonde.

Sono scappata da me stessa? Forse si all’inizio. Ho attraversato anche io quel periodo. Ero così accecata dalle contraddizioni della ma terra, che è stato molto più semplice racchiudere tutto in una valigia ed andare via, piuttosto che continuare a vivere in un limbo fatto di mediocrità e arretratezza.

E’ vero, non sono andata poi così lontano, qualcuno potrebbe obiettare che Roma infondo è sud, che i Romani sono come i Calabresi sono con un accento diverso. Eppure quello che ho capito è che ovunque esiste la gente mediocre.

Mai come in questo caso un proverbio antico è attualissimo “tutto il mondo è paese”: se usciamo con persone mediocri, se affrontiamo sempre gli stessi discorsi, se siamo propensi alla lamentela facile, se non abbiamo più la capacità di sorprenderci per le piccole cose, beh allora potremmo andare anche in capo al mondo: il nostro malessere non si placherà.

Se partite per scappare da voi stessi

Quando ho preso coscienza di questa verità, ho cambiato ambiente, ho iniziato a seguire persone interessanti, amici nuovi e mi sono sentita subito meglio, ho guardato la mia regione natia con occhi nuovi ma ho deciso di non tornare, non ancora.

E’ questo perchè il vero motivo che mi ha spinto oltre le mura, lontano da casa non è una guerra contro me stessa, contro la mia terra o contro qualcuno in particolare. E’ una certa inquietudine: chiamatela Wanderlust, chiamatela ricerca continua di bellezza diversa o scegliete il nome che preferite. E’ quella mania di chiedermi “chissà come sarà quel posto, chissà come vivranno, chissà se staranno meglio”, quella voglia, di scoprire, di muoversi, di non restare fermi: di scoprire, osservare, comparare, capire.

Eppure tornerò a casa un giorno, contemplerò il mare dalla finestra e non me ne stancherò mai.

Se partite per scappare da voi stessi

Questa è una promessa, è così che finirà la mia vità 🙂


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