Il roseto comunale di Roma, ubicato vicino al circo Massimo (via di Valle Murcia, 6) è un luogo magico. Il profumo che scaturisce dalle rose è così forte e intenso che mi ha fatto girare più volte la testa.

Sono presenti più di 1100 varietà di rose dalle specie più antiche, a quelle più recenti, provenienti da tutti gli angoli della terra: dall’America all’Europa, passando per l’Asia.

Purtroppo per diversi motivi, anche futili, ho rimandato più volte la visita e solo oggi sono riuscita a visitare il roseto. Con mio dispiacere, più della metà delle rose erano già in avanzato stato di fioritura e addirittura di molte specie è rimasto soltanto il cespuglio.

Ovviamente non mi sono fatta prendere dallo sconforto, ma ho cercato di godermi il più possibile tutto il bello che è ancora rimasto in questo giardino (se volete visitarlo affrettatevi perchè chiuderà giorno 18 giugno).

Ho camminato per più di un’ora tra i cespugli di rose: ho visto rose rosse come la passione, dai petali di velluto e dal profumo provocante; rose gialle e ribelli, dai petali stropicciati e di una bellezza più selvaggia; rose rosa dal profumo delicato come il colore della loro corolla, rose la cui bellezza derivava dal fatto di essere parte di un unico, grande cespuglio e rose semplici ed elenganti formate da un solo strato di petali bianchi e dal pistillo giallo limone.

roseto comnunale di roma

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Passeggiare per il giardino consente di godere non solo dei fiori ma anche della splendida visuale  sul Circo Massimo e sui Fori Imperiali.

roseto comnunale di roma

Un paio d’ore passate nel roseto comunale di Roma, nel perfetto equibrio di colori, odori e di suoni ovattati consente di raggiungere un contatto profondo con il proprio spirito: contemplare la magnificenza di spettacoli naturali è uno dei modi migliori per fare pace con se stessi.

Passeggiare per i sentieri del giardino mi ha fatto anche riflettere sul concetto relativo di bellezza, equilibrio e armonia. Non sono riuscita ad individuare la mia rosa preferita: ognuna a modo suo mi ha trasmesso qualcosa. Ne ho amate alcune per la delicatezza dei loro petali, altre per l’intensità del loro profumo e altre per il loro essere così belle in modo sfacciato.

Così come le rose, anche ognuno di noi ha una bellezza unica che merita di essere messa in luce: c’è chi ha un bel fisico, chi fa della simpatia la sua arma migliore, chi è osservatore, chi è intelligente, chi è creativo. Perchè questa ostinazione nell’omolagazione? Quando anche la natura ci insegna che il bello è differente?

Con questo pensiero in testa osservavo le rose e stavo per andare via, quando la mia attenzione cade su una piccola margherita, e ho pensato “che sfiga, nascere una piccola margherita in un giardino di splendide rose”. Poi però l’ho osservata meglio: la margherita se ne stava li, ondevaggiava seguendo il vento e sicura di sè, non badava minimamente alle rose intorno a se.
E allora ho pensato “Ammazza però, sarà stata sfigata ma è anche molto coraggiosa ad atteggiarsi così”: tutto ad un tratto, ho trovato il quel roseto, il mio fiore preferito.

roseto comunale di roma

Se riuscite, in queste due settimane, visitate il roseto comunale di Roma, ne vale veramente la pena. Anche se il culmine del suo splendore è già passato.

 

 


2 commenti

Giovanni Patanė · giugno 12, 2017 alle 3:23 pm

Complimenti per Le sue raffinate parole. La seguo con interesse

    mariacanonico · giugno 17, 2017 alle 9:34 pm

    Grazie mille, spero troverà ispirazione dalle mie parole.
    A presto!

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