Primo viaggio da sola all’estero: Malaga

Dopo il mio primo viaggio da sola di cui ho parlato qui,  ho deciso di partire per una nuova avventura alzando un po’ le difficoltà organizzando il mio primo viaggio da sola all’estero

Lo so, Malaga non è certo una destinazione pericolosa ed in generale la Spagna non è una nazione difficile, proprio per questo ho optato per una meta del genere, è necessario sfidare i propri limiti un po’ alla volta!

Anche se non è il tipico post che propongo di solito, ho deciso questa volta di descrivere le sensazioni e le emozioni che ho provato trascrivendole dal mio diario di viaggio, senza inserire molto di più:

Giorno uno: L’inizio del mio primo viaggio da sola all’estero

Il primo giorno a Malaga è stato un po’ in apnea. Svegliarsi alle tre del mattino sicuramente non ha aiutato, e l’avventura avuta per sbloccare l’Enjoy che non voleva saperne di farmi entrare in auto è stato il colpo di grazia.

Non ho sfruttato al massimo questo giorno: sono stata al mare un paio d’ore, ho visitato l’Alcazaba e poi ho apprezzato il venticello e l’atmosfera della terrazza dello splendido ostello che ho avuto la fortuna di prenotare.

Malaga mi ha dato da subito l’idea di essere una città per viaggiatori solitari: è allegra, colorata e ti mette subito a tuo agio.

Fa compagnia la presenza del mare che fa capolino da ogni angolo, il suono melodico della lingua spagnola, il sorriso di chi ti capisce perchè si trova nella tua stessa situazione (viaggiatori che sopportano quaranti gradi all’ombra come te!) e infine, fanno compagnia i colori che dipingono la città, il verde/blu del mare, il rosso ed il rosa dei vestiti spagnoli che ti osservano dalle vetrine, il giallo, l’arancione, il viola e tutti i colori dell’arcobaleno che spuntano dai ventagli e dagli orecchini delle innumerevoli bancarelle.

primo viaggio da sola all'estero

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Mi piace Malaga, è pulita. Qui è difficile fare brutti pensieri, sembra che tutto possa solo andare bene e che i sogni possono diventare realtà.

Giorno due: prendere confidenza con se stessi

Mi rilassa Malaga, mi rilassa la Spagna. Oggi non ho fatto altro che vagare per il centro della città. Malaga è molto piccola, però è veramente graziosa. Solo la Cattedrale mi ha un po’ deluso (senza contare che ho pagato ben cinque euro per entrare!)

Nel pomeriggio mi sono diretta verso il castello di Gibralfaro: si trova in una posizione altissima e ci ho impiegato un sacco di tempo ad arrivare in cima (solo dopo ho saputo che si poteva arrivare comodamente con un autobus), ma alla fine ne è valsa la pena: un panorama mozzafiato, una vista quasi completa su Malaga e di un lungo tratto della costa del Sol.

Il castello di Gibralfaro è bello anche per la sua anatomia: le feritoie, i camminamenti, i merli, il piccolo museo con armi e divise d’epoca. Insomma una piccola macchina del tempo che riporta indietro di parecchi secoli. E poi, proprio nelle mura più interne, c’è un piccolo bar dove ci si può sedere, rinfrescarsi e godere del panorama.

primo viaggio da sola all'estero

Il bello di Malaga nel mese di giugno è che si può andare al mare alle 17.30 ed è come andare al mare alle 15 in Italia, proprio perché qui il sole tramonta molto più tardi in questo periodo.

Sono stata sulla spiaggia fino alle 20 per poi godermi una buonissima frittura di calamari.

Sono tornata in ostello, ho preso una birra e sono salita sul terrazzo a leggere. Alcuni ragazzi mi hanno invitato a sedermi con loro e chiacchiera un po’, non so perché ho rifiutato. Per me non è mai stato facile fare amicizia.

Giorno tre:  il destino del gabbiano

Me la sono presa comoda, ho fatto colazione con calma sul terrazzo e poi sono uscita per visitare il museo di Picasso. Devo essere sincera, non capisco molto i quadri ‘moderni’ e spesso non solo non riesco a carpire la bellezza ma non riesco nemmeno a comprendere il significato di quello che il pittore ha voluto esprimere.

 Con Picasso però è stato un po’ diverso, anche senza conoscere il reale significato dei quadri, basta guardarli per capire quantomeno i sentimenti che provava l’artista durante la composizione (poi è facile verificare la veridicità delle sensazioni, visto che il museo fornisce gratuitamente l’audioguida!)

Vale la pena visitare il museo anche solo per capire meglio la figura dell’artista: fantasioso e ribelle se non altro <3

Ho fatto un giro per la città, nel centro storico, vicino al porto e Malaga è una città piena di palme, fiori e verde 🙂

Infine nel pomeriggio sono tornata al mare, ho dormito un po’ e mi sono lasciata cullare dal rumore delle onde: che pace, che benessere.

Ho avuto la testa sgombra come il cielo sopra di me.

Per quanti anni ho vissuto vicino al mare e ne ho data per scontata la sua presenza. Non me la sono goduta mai abbastanza e ora che non ce l’ho più vicino mi manca moltissimo.

Osservo i gabbiani che sono rimasti pochi vicino al mare, si sono trasferiti tutti nelle città sui fiumi e vicino le discariche per trovare più facilmente cibo. Ma che cosa hanno ottenuto? Spazzatura al posto di pesce fresco, miseri odori rispetto al profumo della salsedine, spazi grigi chiusi e stantii rispetto alla libertà, alla vastità e alla bellezza del mare.

Io oggi a lasciare Malaga e tornare in città, mi sento proprio come un gabbiano.

 

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